L'Italia non è "un Paese di m..", come definito da Berlusconi.
Crediamo invece che il nostro sia un paese migliore, e si meriti un altro primo ministro, non a "tempo perso", e finalmente attento al bene comune.
L'Italia non è "un Paese di m..", come definito da Berlusconi.
Crediamo invece che il nostro sia un paese migliore,
e si meriti un altro primo ministro, finalmente attento al bene comune.
Ricostruiamo l'Italia è una campagna per dare forma e contenuto al ruolo che i lavoratori della conoscenza possono assumere nella ricostruzione di un tessuto istituzionale e culturale votato al bene pubblico, alla formazione e alla crescita etica delle nuove generazioni.
Scuola, università, ricerca, arti e musica, sono le basi che fanno ricco un Paese ed è da queste che è necessario ripartire.
Nessun gioco è divertente se non ci sono regole condivise.
E nessuna regola condivisa può essere scritta da una squadra sola.
Così abbiamo deciso di lanciare questo appello, pur facendo riferimento a orientamenti politici diversi: probabilmente alle prossime elezioni non voteremo neanche per lo stesso partito, ma abbiamo in comune il desiderio di riannodare il rapporto tra il Parlamento e i cittadini, tra la politica e la vita. E possiamo farlo solo cercando insieme un punto di convergenza e una generale condivisione in tempi brevi che conduca al varo di una legge elettorale veramente rappresentativa della volontà popolare.
L’Italia di oggi vive una profonda crisi della rappresentanza. Parte della responsabilità è di una legge elettorale sbagliata, che ha tolto sovranità agli italiani e che ha di fatto alimentato il fuoco dell’antipolitica. Non ci sono alternative a una rinascita della politica se non su basi nuove.
La legge elettorale che vogliamo può essere scritta anche senza la calcolatrice per attribuire i seggi contesi e senza il righello per ritagliare i collegi su misura. Non deve essere un esercizio di ingegneria costituzionale, che salvaguardi con il bilancino gli interessi delle diverse forze politiche, ma piuttosto un nuovo patto d’onore nel nome dell’Italia e del bene comune. Un sistema chiaro, che renda il voto libero, con campagne elettorali sobrie e con un’informazione trasparente, per ricucire il tessuto lacerato del nostro Paese.
È con questo obiettivo che in molti ci ritroveremo il 22 marzo alle 14:30 a Palazzo Montecitorio, insieme ai deputati e senatori di schieramenti diversi, per un’iniziativa che verrà trasmessa sul sito della Camera.
Vorremmo che ci fossi anche tu: di persona (accreditandoti direttamente alla mail info@mppu.org entro lunedì 19 marzo e indicando nell’oggetto “convegno 22 marzo: riforma elettorale per l’Italia”), o sulla rete, per darci una mano attraverso i social network. E che ci fossero i parlamentari della tua regione: contattali, perché siano presenti e perché ci diano una mano con il loro impegno.
Questa nostra si affianca a tante altre iniziative attive nel chiedere una nuova legge elettorale: sì, perché è necessario unire le energie di tutti per sollecitare il Parlamento in questa direzione
“L’Italia sono anch’io“, la Campagna nazionale promossa, nel 150° anniversario dell’unità d’Italia, da 19 organizzazioni della società civile (Acli, Arci, Asgi-Associazione studigiuridici sull’immigrazione, Caritas Italiana, Centro Astalli, Cgil, Cnca-Coordinamento nazionaledelle comunità d’accoglienza, Comitato 1° Marzo, Coordinamento nazionale degli enti locali perla pace e i diritti umani, Emmaus Italia, Fcei – Federazione Chiese Evangeliche In Italia, FondazioneMigrantes, Libera, Lunaria, Il Razzismo Brutta Storia, Rete G2 – Seconde Generazioni, Sei Ugl,Tavola della Pace, Terra del Fuoco) e dall’editore Carlo Feltrinelli
“Rifare l’Italia” vuole essere il luogo d’incontro di una generazione politica che ha scelto di impegnarsi nella costruzione del Partito Democratico, nella convinzione che possa e debba essere la risposta al malessere e al declino di questi anni. E’ un’iniziativa aperta a quanti vivono l’impegno politico come frontiera quotidiana di innovazione e progetto: nella militanza, nei laboratori delle amministrazioni civiche, nell’associazionismo. Per dare autonomia e far emergere il punto di vista di una generazione che ha il compito di far vivere da subito una risposta alla crisi italiana ed europea, nel contesto degli enormi mutamenti sociali che stanno riplasmando il mondo in cui viviamo. Una generazione che ha la consapevolezza di dover fare in pieno la propria parte per risalire la china e vincere la crisi; che ha l’urgenza di coinvolgere intorno ad un nuovo patto di inclusione, protagonismo e cittadinanza tante energie vitali oggi morficate da precariato ed emarginazione. Una generazione che vuole contribuire ad una proposta di governo che torni a dare speranza e apra una nuova fase per l’Italia.
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